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Cartagena de Indias

Aggiornamento: 19 set 2023

[English below]


Cartagena de Indias è una città meravigliosa e molto viva, dal primo pomeriggio le piazze iniziano ad animarsi con mercati artigianali, musicisti e ballerini, tavolini di bar e locali dove mangiare, bancarelle di street food, gente che si siede a terra a condividere la sera.

Cartagena è grande, ci vivono oltre 1 milione e mezzo di persone, vicino alla cittá antica ammuragliata c’è il quartiere di Getsemaní dove un tempo vivevano gli schiavi, e che ora racconta la sua storia sui muri delle strade dove ci si può liberamente perdere, mangiare un‘arepa, un‘empanada o un plato del día di pesce o carne e poi andare a Plaza de la Trinidad per vedere degli spettacoli di danza e godersi l’atmosfera del quartiere.



Per visitare Cartagena ho trovato consigli molto interessanti sul sito di Culture Trip (che consiglio vivamente per fare un tipo di turismo più particolare) e il blog Viaggi alla fine del mondo (https://www.viaggiallafinedelmondo.it/racconti-di-viaggio/cartagena-de-indias-in-colombia/). Quando si viaggia per lunghi periodi, è molto comodo non doversi portare guide pesanti ma consultare blog e articoli su internet o semplicemente chiedere alle persone che si incontrano. Consiglio anche di fare un Free Walking Tour, un modo economico e simpatico per conoscere la storia della cittá e conoscere altri viaggiatori.

Gli abitanti chiamano Cartagena la heroica perché ha resistito agli spagnoli, facendo la fame, dichiarandosi libera e indipendente. È super viva e con tantissima storia e arte (Museo de Oro, Museo de Arte Moderno, Palacio de la Inquisició,ecc). È una città da vivere e conoscere anche nelle sue criticità derivanti dal turismo di massa. Parlando con le persone del posto si capisce che la turistificazione ha ridotto la criminalità, semplicemente spostandola in altre zone, e ha trasformato e colorato le vie. Per gli e le amanti di street art, qui si trovano moltissimi graffiti, soprattutto di donne. Tuttavia, in due anni il barrio di Getsemani ha subito la gentrificazione e i getsemanenses se ne stanno piano piano andando perché i prezzi sono diventati troppo alti.


I mercati:

Cartagena è un mercato a cielo aperto, nel centro si trovano soprattutto bancarelle per turisti, ma poco fuori dalla ciudad amurallada c’è il mercato di Bazartu, un must se passate di qui. È un dedalo di strade e banchi di ogni tipo, e per arrivarci si attraversa una zona molto povera e abbandonata in forte contraddizione con il gioiello del centro storico che vogliono farci vedere. Prendete un bus locale per 2000 pesos (65 cent).

Anche a Getsemaní c’è un mercato coperto interessante, anche se un po’ abbandonato, dove potete trovare beni e oggetti di diverso tipo e al primo piano cercate il locale di 3 signore dove si può mangiare (zuppa di carne e un piatto abbondante) e bere (agua de panela, una specie di the freddo scuro e zuccherato) per 9 000 pesos (2,50 € circa).



Le spiagge:

La famosa Playa Blanca, sulla Isla Barú nell'arcipelago delle isole del Rosario, è un paradiso naturale, purtroppo distrutto dall'inquinamento turistico e dalla corruzione, ma l’acqua cristallina grazie al colore della spiaggia bianca merita una visita. In bus 35 000 pesos andata e ritorno (10 €).

Consiglio vivamente se avete il tempo di andare nelle isole Grande e Tierra Bomba, che sono molto meno turistiche e hanno spiagge meravigliose. Si può andare in lancha (barca a motore) o dal muelle della Bodeguita o dal muelle di Bocagrande (il quartiere chiamato Little Miami).



Il cibo:

A Cartagena si mangia molta frutta per strada e succhi naturali tipici della costa (come il zapote, il cocozo e il nispero, con o senza latte) che trovate buoni alla panetteria Pan de Bono. Per strada si trovano le arepas di uova ripiene di carne e formaggio, le patate ripiene, e nei ristoranti si trovano piatti di carne e pesce sempre accompagnati da riso cucinato col cocco (una delizia), fagioli, patacones (frittella di banana verde) e verdure.

Assaggiate uno dei dolci “cocadas” sotto i portici vicino alla Torre del Reloj, che le signore tengono conservati il barattoli alti di vetro.

Due buoni ristoranti dentro alle mura sono El espiritu santu, in calle del porvenir, e La cevicherìa, il ristorante preferito di Bourdain in cittá, abbastanza caro ma con ceviches di ottima qualità.

Mentre a Getsemaní si trovano vari posti dove mangiare, sia per sedersi sia street food, in calle San Andrés.



La sera:

Iniziate con il tramonto al Cafè del Mar (potete anche comprare una birra per strada e sedervi sui muretti). Poi passeggiate e perdetevi per le strade di Getsemaní, bevete qualcosa in Plaza de la Trinidad (comprando una birra al chiosco dell’angolo) e poi andate ad ascoltare musica dal vivo e a ballare la salsa o la champeta. Ci sono diversi clubs, io consiglio il Quiebra Canto, un posto autentico, frequentato anche dai cartageneros, dove il resident dj dispone di una collezione enorme di dischi e vinili, e il sabato potete trovare musica dal vivo. Ottimo per ballare e imparare la salsa.

La notte si può girare tranquillamente, e siete come me da sol* consiglio di rientrare entro le 2 del mattino, poi le vie iniziano a svuotarsi.

(Un brano di salsa: https://youtu.be/KpPdspFjp7I).


Un’altra esperienza molto interessante da fare è andare al Palenque di San Basilio (a circa 1 ora dal centro in bus). Si tratta del primo villaggio nelle Americhe libero dalla schiavitù, gli schiavi scappavano dai padroni in città, si nascondevano lontani e poi si facevano raggiungere dagli altri comunicando la mappa segretamente, tracciandola con le trecce in testa e con la musica delle percussioni.

(Musica palenque: https://youtu.be/MJg27qg1t30).




Per dormire io consiglio di fermarsi nel barrio di Getsemaní e in particolare nella Calle San Antonio che rimane accanto alla vibrante Plaza de la Trinidad ma più appartata e tranquilla. Io mi sono fermata qualche giorno a La Buleka (40 000 pesos in dormitorio, 12 €) e qualche giorno al Tree House Hostel (25 000 pesos in dormitorio, 7 €).


E per ogni volta che andrete alla città dentro le mura da Getsemaní passate per il Parque Centenario dove si possono vedere iguane, bradipi, scimmie, scoiattoli e uccelli di varie specie, trovare librerie di seconda mano, ballerini che si allenano e molto altro.





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Cartagena de Indias is a wonderful and very lively city, from the early afternoon the squares begin to come alive with craft markets, musicians and dancers, bars and places to eat, street food stalls, people who sit on the ground to share the evening .



Cartagena is big, over 1 and a half million people live there, near the historic center there is the Getsemaní neighborhood where slaves once lived, and which now tells its story on the walls of the streets where you can freely get lost, find cozy places to sit and eat an arepa, an empanada or a fish or meat plato del dia and then go to the plaza de la Trinidad to see dance shows and enjoy the atmosphere of the neighborhood. And if you’re a street art lover, don’t miss the graffiti here.



To visit Cartagena I found very interesting tips on the Culture Trip website (which I highly recommend to do a more particular type of tourism) and the blog Travel to the end of the world (https://www.viaggiallafinedelmondo.it/racconti-di-viaggio / cartagena-de-indias-in-colombia/). When traveling for long periods, it is very convenient not to have to carry heavy guides but to consult blogs and articles on the web or simply ask the people you meet. I also recommend taking a Free Walking Tour, a cheap and fun way to get to know the history of the city and meet other travelers.


The inhabitants call it the heroica because it has resisted the Spaniards while starving, declaring itself free and independent. It is super alive and with a lot of history and art. It is a city to live and know with its critical issues. In fact it is very tourist and gentrified. In two years the Getsemaní barrio has changed, the getsemanenses are slowly leaving because the prices are too high now.


Markets:

Cartagena is an open-air market, in the center there are mainly stalls for tourists, but just outside the ciudad amurallada there is the Bazartu market, a must if you come here. It is a maze of roads and shops of all kinds, and to get there you go through a very poor and abandoned area standing up compared to the perfect historic center that they want to show us. Take a local bus for 2000 pesos (65 cents).

In Getsemaní as welfare there is an interesting, covered market, where you can find goods and objects of different types and on the first floor look for the 3 ladies' place where you can eat (meat soup and a complete dish) and drink (agua de panela, a kind of dark and sweetened cold tea) for 9 000 pesos (approximately € 2.50).



Beaches:

The famous Playa Blanca, on Isla Barú in the archipelago of the Rosario islands, is a natural paradise, unfortunately destroyed by tourist pollution and local corruption, but the crystal clear water thanks to the color of the white sand is worth a visit. By bus 35 000 pesos round trip (10 €).

I highly recommend if you have the time to go to Isla Grande and Tierra Bomba, which are much less touristy and have wonderful beaches. You can go by lancha (motor boat) or from the muelle della Bodeguita or from the muelle of Bocagrande (the neighborhood called Little Miami).



The food:

In Cartagena you eat a lot of fruit in the street and natural juices typical of the coast (such as zapote, cocozo and nispero, with or without milk) that you can find at the Pan de Bono bakery. In the street there are the egg arepas stuffed with meat and cheese ...the stuffed potatoes, and in the restaurants there are meat and fish dishes always accompanied by rice cooked with coconut (a delight), beans, patacones (green banana pancake) and vegetables.

Taste one of the sweet "cocadas" under the arcades near the Torre del Reloj.

Two good restaurants inside the walls are El espiritu santu, in Calle del Porvenir, and La cevicherìa, Bourdain's favorite restaurant in town, quite expensive but with excellent quality ceviches.

While in Getsemaní there are various places to eat, both for sitting and street food in calle San Andrés.




Night life:

Start with the sunset at Cafè del Mar (you can also buy a beer in the street and sit on the walls). Then walk and lose yourself in the streets of Getsemaní, have a drink in the Plaza de la Trinidad (buying a beer at the corner kiosk) and then go and listen to live music and dance the salsa or champeta. There are several clubs, I recommend the Quiebra Canto, an authentic place, also frequented by the cartageneros, where the DJ has a huge collection of records and vinyls, and on Saturday you can find live music. Excellent for dancing and learning salsa.

At night you can turn around with no problems, and if you are on your own, like me, I advise you to return by 2 in the morning, cause later the streets begin to empty. (Salsa song: https://youtu.be/KpPdspFjp7I ).


Another very interesting experience to do is the Palenque of San Basilio (about 1 hour from the center by bus), where you will be brought to Africa. It is the first village in the Americhe free from slavery, the slaves ran away from the masters in the city, hid far away and then made themselves reached by the others communicating the map to get here through some escamotages not to be discovered, like braids on their heads and percussions music. (Palenque music: https://youtu.be/MJg27qg1t30 ).



As far as sleeping, I recommend staying in the barrio of Getsemaní and in particular in the Calle San Antonio which remains next to the vibrant Plaza de la Trinidad but very quiet. I stayed a few days in La Buleka (40,000 pesos in a dormitory, € 12) and a few days at the Tree House Hostel, not the best but nice and cheap (25,000 pesos in a dormitory, € 7).


And any time you reach the walled city from Getsemaní pass through the Parque Centenario, where you’ll see squirrels, monkeys, sloths and iguanas, and many species of birds.




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