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Viaggiare da sola. L’arrivo. // Traveling on my own. The arrival.

Aggiornamento: 19 set 2023

[English version below]


Non so se capita anche a voi, ma per me l’ultima ora sull’aereo prima dell’atterraggio è sempre strana. Sento l’adrenalina salire e non vedo l’ora di uscire dall’aeroporto, ma allo stesso tempo mi viene paura di lasciare quella comfort zone prima di buttarmi a capofitto nell’avventura ed essere in balia degli eventi e delle persone che conoscerò. Viaggiare da sol* ti fa sentire e ti rende sicuramente più vulnerabile, ma ti fa esplodere anche un’energia e una forza incredibili che dipendono solo da te. Sei solo tu e il mondo che ti circonda, che è nuovo e pieno di stimoli che ti trasportano da un’esperienza all’altra in maniera così fluida e sorprendente che non ci si può credere. Incontri persone e scegli con chi vuoi passare il tempo e condividere una parte del tuo viaggio, senza mai sentirti in dovere di fare le cose insieme. La potenza delle persone che si incontrano sul cammino delle loro avventure e decidono di intrecciarsi per una serata o per una settimana è proprio quella di assumersi una responsabilità reciproca di guardarsi le spalle.

Ieri ho conosciuto tantissime persone, ho parlato con la gente per strada, nei posti dove abbiamo mangiato, nel parco davanti al tramonto, nel negozio della via di casa...e ho passato del tempo con A., una colombiana di Cartagena, che mi ha portato in giro, fatto mangiare una arepa con huevos y carne, raccontato della città e insegnato alcune espressioni colombiane come “rechorra” (fighissimo). Poi ho conosciuto D., uno spagnolo in viaggio come me senza biglietto di ritorno, K., un’americana circense che fa progetti contro gli abusi sessuali, e A., un francese che sta ha conosciuto delle compagne di viaggio con cui sta facendo piani per il futuro.

Questa è la potenza e la magia del viaggio, e del viaggiare da sol*: conoscerti, imparare a rispettare quello che sei, intessere nuove relazioni, ramificare i tuoi interessi e restituirti la possibilità di scegliere e di reinventarti.



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I don't know if it happens to you too, but for me the last hour on the plane before landing is always weird. I feel the adrenaline going up and I can't wait to get out of the airport, but I also am afraid to leave that comfort zone before jumping into the adventure and at the mercy of the events and people I will know. Traveling alone makes you certainly feel more vulnerable, while at the same time it brings up an incredible energy and strength that depend only on you. It is only you and the world around you, which is new and full of boosts that take you from one experience to another in such a fluid and surprising way that you cannot believe it. You meet people and choose who you want to spend time with and share a part of your journey, without ever having to do things together. The power of the people who meet on the path of their adventures and decide to intertwine for an evening or for a week is to assume a mutual responsibility to watch each other’s back.

Yesterday I met a lot of people, I spoke with people on the street, in the places where we ate, in the park before sunset, in the shop on the way home ... and I spent time with A., a colombian from Cartagena, who took me around, made me taste an arepa with huevos y carne, told about the city and taught some colombian expressions such as "rechorra" (very cool). Then I met D., a spanish without a return ticket like me, K., an american who does circus against sexual abuse, and A., a french guy who has met some traveling companions with whom he is doing plans for the future.

This is the power and magic of travel, and of traveling on your own: getting to know you, learning how to respect who you are, weaving new relationships, branching out your interests and giving you back the opportunity to choose and reinvent yourself.



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