Manuel, il motociclista indigeno // The indigenous biker

Aggiornamento: 25 mar 2020

Come ogni mattina sono scesa a piedi dall’ostello Casa Loma in cima a una scalinata abbastanza dura, e ho ceduto alla comodità del moto taxi. In effetti...volevo camminare per 7 ore su una strada sterrata dove passano moto, macchine e ci sono lavori in corso? Dire proprio di no, e comunque sebbene abbia incontrato molti avventurosi camminatori e ciclisti, il giro in moto vale la pena ed evitate di fare una strada che, nonostante la bellezza della vegetazione incredibilmente bella e rigogliosa, è tutt’altro che un bel sentiero di montagna.

E dunque... il ragazzo che mi ha guidato in cima alla vetta de Los Pinos, era Manuel, si tratta di un ragazzo indigeno di un popolo che vive su una montagna a 4500 m, dove si arriva dopo 4-5 giorni di cammino, di duro cammino, e che soprattutto non è mai stato scoperto dagli spagnoli. Ha dimenticato il nome originario che lo sciamano del villaggio gli aveva affidato alla nascita.

Ho provato a memorizzare alcune parole della lingua indigena che si parla nel suo villaggio, ma è già fuggito tutto dalla mia testa! Lungo il viaggio in moto mi ha raccontato che a 10 anni lui e la sua famiglia si sono spostati in città perché volevano cambiare modo di vivere. Nei villaggi indigeni non si lavora, non ci sono soldi ovviamente e tutto si condivide. Si semina e raccoglie per la comunità e poco della civiltà moderna arriva a quegli occhi. Come dice lui, è sicuramente una filosofia di vita più bella e dignitosa di quella di cui siamo schiavi nella così detta modernità, in cui regna l’avarizia, il dio denaro e lo sfruttamento. Pregano lo stesso dio, ma fanno cerimonie per la natura, vivono di quello che ricevono dalle montagne, e l’acqua la ricavano dallo scioglimento del ghiaccio.

Manuel mi ha fatto vedere dove vive il suo popolo e sta oltre le punte innevate dei monti della Sierra Nevada de Santa Marta. Non ci va spesso, perché i suoi genitori vivono a Bogotá ora. Mi ha raccontato che gli indigeni non vedono di buon occhio chi scende in città e decide di vivere nella modernità.

Ora lui è sposato con una donna indigena, e 6 giorni fa è nato il loro primo figlio. È una persona di cuore, è simpatico ed è il miglior motociclista che abbia mai conosciuto.

Que le vaya bien, amigo!

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Like every morning, I walked down from the Casa Loma hostel from the top of a fairly hard staircase, and I gave in to the comfort of the motorcycle taxi. Would I walk for 7 hours on a dirt road where motorcycles and cars pass and there is work in progress? I don’t think so, and in any case although I’ve met many adventurous hikers and cyclists, the motorbike ride is worthwhile and avoid taking a road which, despite the beauty of the incredibly beautiful and luxuriant vegetation, is far from a mountain path.

So... the guy who led me to the top of Los Pinos was Manuel, an indigenous person from a village on a mountain at 4500 m height, that can be reached after 4-5 days walking, hard walking, and that, abone all, it was never found by the spaniards. He doesn’t remember the name that the shaman of the village gave to him.

I tried to memorize some words of his indigenous language that is spoken in the village, but everything has already escaped from my head! Along the motorcycle trip he told me that at 10 years old he and his family moved to the city because they wanted to change their life style. In the indigenous villages there is no work, there is obviously no money and everything is shared. Everyone harvests for the community and almost nothing of modern civilization reaches those eyes. As he says, it is certainly a more beautiful and dignified philosophy of life than the one we are slaves of in the so-called modernity, in which avarice, the god of money and exploitation reign.

They prey for the same god, but they lead ceremonies for the nature and they live by what they receive from the mountains, like the water, which they get from ice melting. Manuel showed me where his people live and it’s beyond the snowy peaks of the Sierra Nevada de Santa Marta mountains. He doesn't go there often, because his parents live in Bogotá now. He told me that the natives do not welcome those who go down to the city and decide to live in modernity.

Now he’s married with an indigenous women and their first child was born 6 days ago. He has a good heart, he’s funny and he’s the best biker I’ve ever met!

Que le vaya bien, amigo!

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